20 anni di MaMIMò
20 anni di MaMiMò è il podcast che ripercorre la storia del Centro Teatrale Mamimo attraverso le parole di chi lo ha fatto crescere e vivere giorno dopo giorno. Un racconto corale che intreccia memorie, sfide, sogni e trasformazioni, dando voce ai membri del direttivo e alle loro esperienze. A guidare l’ascoltatore in questo viaggio è la voce narrante di Paolo Bruini, che accompagna le interviste e ne ricompone il filo, restituendo il senso profondo di vent’anni di teatro, comunità e passione condivisa.
EPISODIO 1 - 20 ANNI di MaMiMò
EPISODIO 2 - LA CRESCITA
Il ricordo dell'Orologio
Il mio primo ricordo del Teatro Piccolo Orologio è un ricordo che è un po’ un misto tra fatica e risate: estate, caldo – molto caldo – e assi del palcoscenico da tagliare, levigare, inchiodare e poi dipingere con l’impregnante. Non ero da solo ovviamente, ero con Alle (Vezzani) e il Boss. Non ricordo quante giornate ci siano volute, forse meno di quello che la mia mente mi suggerisce.
Il motivo per cui questo ricordo abbia in sé la fatica, a questo punto credo possiate immaginarlo. Il motivo per cui questo ricordo abbia in sé le risate è perché senza dubbio a un certo punto tutto quel caldo, tutta quella segatura, tutto quell’impregnante forse ci aveva dato alla testa e iniziavamo a dare i numeri. Beh dai, a parte questo, credo che ognuno di noi, sapeva che stava facendo qualcosa di importante: costruire delle assi su cui artisti e allieve e allievi della scuola di teatro avrebbero potuto recitare! Ah beh, e tra quegli artisti chiaramente ci saremmo stati umilmente anche noi. Quindi non lo so il perché, ma questo pensiero mi è dolce, ed è quello a cui penso quando penso al Teatro Piccolo Orologio.
Poi si, le emozioni dei debutti, le repliche di spettacoli già fatti, le sere in cui non avevi poi così tanta voglia di fare la replica e poi succedeva che quelle erano tra le serate migliori (vai a capire il perché). I pranzi in foyer, il caffè che nonostante si cambi la marca risulti essere sempre terribile, le cene da solo in foyer prima dei corsi, gli scazzi, le soddisfazioni, la mia inettitudine di fronte a certe decisioni, la mia determinazione di fronte a certe decisioni, il senso di creare qualcosa insieme, il chiedersi perché e qual è la necessità di creare qualcosa insieme.
Tutti questi momenti ci sono e resteranno fino a che mi sarà concesso avere memoria. Ma tutti questi ricordi arrivano comunque dopo il mio primo ricordo, ecco, lì per me è iniziato il Teatro Piccolo Orologio. Il ricordo di fare qualcosa che nessuno di noi aveva mai fatto e non sapevamo nemmeno se si faceva così. E credo che uno dei motivi per cui siamo ancora lì dentro è perché questa sensazione – fare qualcosa ma non sappiamo poi se si fa proprio così – ancora ogni tanto è lì con noi che ci fa compagnia. Ti fa stare coi piedi per terra, senza dare per scontato nulla. E’ un posto umile e fiero il Teatro, almeno credo. E il Teatro Piccolo Orologio non è da meno.
Comunque, non credo che avrei mai immaginato di ricordare con affetto quelle giornate del 2012, che sicuramente non erano state giornate romantiche o piene di chissà quale creatività. Ma ora, posso dire che se c’è stato un momento da incorniciare di tutti questi anni, la cornice più bella la metto lì, sopra quegli ignoranti che sudando, imprecando e ridendo costruivano un palcoscenico.